L’ultima notte di un condannato a morte assistito da una giovane serva. Al Teatro Elicantropo per l’E45 Napoli Fringe Festival è andato in scena 19, 20 e 21 giugno “Sangue”, una produzione di Teatro Cargo (GE), con la regia di Laura Sicignano. A condividere il cupo spazio di una cella sono due anime opposte, i cui destini però coincidono: il luogotenente Gilles de Rais, passato alla storia come il leggendario Barbablù, primo killer seriale della storia, e la sua serva, identificata dal condannato, attraverso un riuscito gioco metateatrale, in Giovanna d'Arco, la pulzella d’Orléans, la santa martire bruciata come eretica, dopo aver riportato sugli inglesi la vittoria che determinerà l’incoronazione di Carlo VII. Gilles de Rais, interpretato con intensità e ferocia da Roberto Serpi, è alla ricerca di un Dio al quale rivolgersi, ripercorre la sua vita e il ricordo della giovane santa che seguì nella battaglia, alla quale chiede risposte al suo smarrimento. Simona Fasano, che assume le vesti della serva-condottiera, incarna perfettamente l’immagine ascetica e suggestiva della santa, si presta al gioco delle parti, diventa strumento della fantasia registica di Gilles. Gli opposti si incrociano, dialogano tra loro e adoperano l’uno la vicenda dell’altra per affermare la propria identità e verità. Il bene e il male, lo spirito e la materia, la carne, il sangue, quello versato durante una guerra combattuta per una “giusta causa” o quello delle piccole vittime di Gilles, offuscato da una necessaria pulsione da soddisfare, sono questi gli elementi del racconto a due voci. Decisamente poetica la scrittura drammaturgica di Laura Sicignano e Alessandra Vannucci, supervisionata dallo storico Franco Cardini; “Sangue” è un testo ricco di immagini forti e intense, costituito da momenti alti e tragici insieme che non risentono del carattere violento del quale la vicenda è permeata. Contribuiscono a confondere lo spettatore trasportandolo in un’epoca lontana le scene di Laura Benzi e i costumi di Bruno Cesereto, curati nei dettagli e caratterizzati da forti contrasti cromatici; le luci e le suggestive musiche di Enzo Monteverde.
Alma Esposito
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